Felice anno nuovo e tanta salute per tutti!

martedì 26 febbraio 2008

la politica rifiuta il confronto

E alla fine, la tavola rotonda ed il consiglio comunale autoreferenziali si faranno.

A nulla sono valse le richieste e le proteste da parte dei comitati cittadini che hanno mandato nella serata di ieri, 25 febbraio, i propri rappresentanti al consiglio comunale per fare pressioni affinché il la seduta aperta in programma giovedì prossimo, 28 febbraio, che avrà come unico argomento il tema rifiuti, fosse spostata ad un'altra data, in quanto, nessun comitato potenzialmente interessato ad intervenire è stato avvertito in merito.

Così, il comune, metterà in scena il proprio teatro fatto di buoni propositi e di dati confortanti senza il minimo abbozzo di voce contraddittoria.

E dire che erano state fatte delle promesse ai comitati cittadini.
In particolar modo dall'assessore Ganugi che, incontrando in data 10 gennaio i Cittadini Uniti Montemurlesi, li aveva rassicurati dicendo che sarebbero stati avvertiti per tempo e che la loro presenza sarebbe stata graditissima non solo per quanto riguarda la partecipazione al discorso ma che avrebbero addirittura preso parte nell'organizzazione dell'evento.

Ci domandiamo anche come a fronte delle innovazioni mostrate al convegno di Pistoia, come mai non sia stata invitata anche la oramai scomoda "controparte" gestionale per poter contrapporre ed argomentare le tesi e l'errata gestione dei rifiuti da parte di ASM!

Semplice, autoreferenzialità e niente di più, alla faccia della partecipazione. Troppo tardi, quindi, è arrivato l'invito (sabato a mezzogiorno circa) della gentilissima segretaria del sindaco Naila Becherini, a partecipare come comitato.

I giorni precedenti l'ultimo consiglio comunale sono stati concitatissimi.
I comitati vengono a sapere del consiglio comunale aperto solo a mezzo stampa e nella giornata di Venerdì. I colloqui telefonici con il consigliere Maffei confermano la decisione presa dall'amministrazione che ha letteralmente sabotato ogni intenzione di dialogo vero con la cittadinanza, in quanto, in meno di una settimana, risulta impossibile contattare i tecnici ed i medici che possano sostenere le ragioni dei movimenti cittadini. Per non parlare dell'orario programmato della "famigerata" tavola rotonda che si terrà alle 16,30 quando la maggior parte della cittadinanza è a lavoro.

Che fare allora? Giocare l'ultima carta e presentarsi al consiglio comunale con l'intenzione di convincere i consiglieri a votare a favore dell'interpellanza comunale che spostava a data da destinarsi l'incontro tra l'organismo comunale e la cittadinanza. Ma lì, purtroppo, siamo rimbalzati su un muro di gomma politicamente trasversale, nel quale hanno probabilmente prevalso (nuovamente, diciamo noi) più gli interessi di partito che le reali necessità della popolazione.

Parlando con i vari esponenti ci siamo resi conto di quanto non ci sia nemmeno la voglia di una discussione costruttiva. Ascoltando le parole dell'assessore Ciolini che sostiene che "un inceneritore ci vuole per forza", oppure il consigliere Giglioli che ha alzato il tiro dicendo che "lo sapevate da tempo, dovevate essere pronti". Come se la dottoressa Gentilini o la sig.ra Carla Poli non facciano altro che aspettare ed osservare cosa succede a Montemurlo

Alla luce di questo comportamento tenuto dall'amministrazione e tenuto conto della mancanza di volontà di costruire un vero dibattito con tutti gli interessati, il Coordinamento dei Comitati della Piana, i Cittadini Uniti Montemurlesi ed il Comitato Ambientale di Montemurlo comunicano che non parteciperanno alla tavola rotonda in programma giovedì pomeriggio e che si presenteranno al consiglio comunale della sera per manifestare il loro dissenso verso il comportamento autorefenziale dell'amministrazione che, in tal modo, dimostra SOLAMENTE di temere il confronto aperto e trasparente.

Cittadini Uniti Montemurlesi
Comitato Ambientale di Montemurlo
Coordinamento dei Comitati della Piana FI-PO-PT

sabato 23 febbraio 2008

un'altra tavola rotonda alla montemurlese

Giovedì prossimo alle ore 16.30 si terrà una tavola rotonda sui rifiuti organizzata dal Comune di Montemurlo. Pur non essendo stati invitati cercheremo, nei limiti del possibile, di essere presenti ed ascoltare cosa verrà detto.

Il rammarico si radoppia: il convegno di venerdì scorso non è stato ben pubblicizzato, quest'altro incontro altrettanto. Noi chiediamo di poter essere coinvolti nell'organizzazione di certi eventi, come già espresso all'assessore all'ambiente Ganugi, per poter in questo modo invitare esperti così da dare alla cittadinanza la possibilità di ascoltare più voci.

Stamane abbiamo fatto protocollare (nr. di protocollo: 4651) la seguente lettera:

Al sindaco del Comune di Montemurlo
Alla giunta del Comune di Montemurlo

Al consiglio del Comune di Montemurlo

Montemurlo, venerdì 22 febbraio 2008


Oggetto:
consiglio comunale aperto sui rifiuti


Abbiamo appreso oggi che avete convocato un consiglio comunale aperto sulla questione rifiuti e non può che farci piacere.
Ciò che ci fa un po' meno piacere è osservare la data in cui si dovrà svolgere questo consiglio: giovedì prossimo 28 febbraio alle ore 16.30. Quanti comitati sono stati avvertiti a riguardo? Ve lo diciamo noi. NESSUNO In più, fatto ancora più strano, tale vostra decisione ci è stata comunicata attraverso una "difficilissima" e poco ufficiale telefonata dal consigliere Maffei.

Il confronto che i comitati cercavano con codesta giunta si sta trasformando in un monologo autoreferenziale, privo quindi di contraddittorio, tanto che non ci è possibile invitare
medici qualificati per trattare il problema rifiuti in così poco tempo; non è possibile una partecipazione cittadina data l'ora in cui è prevista la convocazione; non è possibile invitare responsabili dei vari comitati e del coordinamento quali avranno ognuno loro idee e proposte da confrontare.

Non comprendiamo inoltre l'urgenza della convocazione, visto che avete ampiamente sforato tutti i termini per la convocazione previsti dal Regolamento del Consiglio Comunale, (comma 4, articolo 27 del Regolamento del Consiglio Comunale di Montemurlo, approvato con delibera di Consiglio n°24 del 27.04.1998 esecutivo dal 11.05.98): il consiglio comunale aperto sull'argomento è stato approvato nel mese di ottobre, il regolamento prevede che la convocazione avvenga entro 20 giorni dalla data di richiesta. Se a questo si aggiunge che in base alle nostre informazioni un consigliere ha fatto tale richiesta di consiglio comunale aperto alla popolazione da oltre 2 mesi e che la stessa viene ora accettata e deliberata in tutta fretta, senza che nessuno venga informato, dimostra la reale volontà di confronto con la cittadinanza. Un confronto che, nei fatti, non c'è e non vuole esserci in quanto l'amministrazione tratta la situazione pubblica come se fosse il cda di un'azienda privata che tiene conto esclusivamente dei propri interessi.

Per questo motivo richiediamo che venga aperto un confronto, degno di tale nome, con il Coordinamento dei Comitati della Piana Fi-Po-Pt inclusi il Comitato Ambientale Montemurlo e i Cittadini Uniti Montemurlesi ed i loro relativi tecnici sia sulla questione della gestione integrata come quella in materia sanitaria.

Attendiamo quindi una vostra conferma per il cambiamento della data ed orario, da convenire ovviamente fra le parti.



Distinti saluti

Coordinamento dei Comitati della Piana Fi-Po-Pt

Cittadini Uniti Montemurlesi
Comitato Ambientale di Montemurlo


Abbiamo da fare immediatamente una rettifica. Qualche minuto fa abbiamo ricevuto una telefonata da parte della gentilissima Naila Becherini che ci ha riferito l'intenzione del sindaco Menchetti di invitarci. Oramai a giochi fatti ci sembra che l'invito voglia essere un contentino, comunque lo accogliamo e, se pur limitati da un orario non troppo felice per chi lavora, cercheremo di essere presenti come cittadini che vogliono essere informati.

Come già affermato, tramite lettera e per telefono, ci risulterà alquanto difficile poter contattare tecnici e chiedere loro un intervento in così breve termine. A noi piace che la "verità" la si possa raggiungere ascoltando voci da più campane, non che si ascolti solamente chi fa più comodo al momento.

La nostra presenza potrà portare beneficio in termini d'immagine per la "tavola rotonda", ma senza l'appoggio di professionisti noi non possiamo che proporre nostre opinioni ovvero pareri di semplici cittadini, quindi saremo presenti solo per ascoltare cosa verrà detto.


Enrico Mungai

martedì 19 febbraio 2008

biomasse e architettura responsabile

Venerdì scorso si è svolto presso il centro visite "Il Borghetto" a Bagnolo l'incontro sulle energie rinnovabili.

E' un vero peccato che l'amminstrazione abbia annunciato tale importante convegno solo due giorni prima dell'evento e soprattutto che sia stato indetto per le 15, orario improponibile per tutti i cittadini che lavorano. Una "tavola rotonda", com'è stata definita, dovrebbe raccogliere anche e soprattutto i pareri delle persone estranee all'entourage amministrativo. Al contrario è stato un convegno d'incravattati...

Il ritratto dell'attività svolta dal comune si è concentrato principalmente sulle intenzioni e sulle attività che il comune ha in programma di svolgere nei prossimi anni. Partendo dalla considerazione riguardante la legge 10 che delega alle regioni la responsabilità della gestione del risparmio energetico e delle energie rinnovabili, si è sottolineato come il comune si porrà prossimamente nei confronti di questo tipo di risorse e lo farà attraverso 3 fasi:

1. valutazione dell'accesso alle fonti rinnovabili e sviluppo di forme d'incentivazione alle aziende che volessero utilizzarle.
2. analisi approfondita di domanda ed offerta attraverso una raccolta dati per lo sviluppo delle tecnologie più idonee
3. azione vera e propria a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili

Molto interessante l'intervento dell'assessore Neruccci incentrato totalmente sullo sviluppo del ruolo delle biomasse, uno dei punti sui quali i Cittadini Uniti hanno da subito espresso ottimi pareri.

Che si intende per biomasse? Un insieme di materiali d'origine vegetale, scarti di attività agricole, allevamento o industria del legno, riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Trarre energia dalle biomasse consente d'eliminare gli scarti prodotti dalle attività agroforestali e contemporaneamente, produrre energia elettrica, riducendo la dipendenza da fonti d'energia come il petrolio. Energia pulita a tutti gli effetti in quanto la quantità di carbonio liberata durante la loro combustione, insieme a quelle di zolfo e azoto, è NETTAMENTE inferiore a quella rilasciata da altri combustibili fossili. Dunque un'ottima cosa dal punto di vista della qualità dell'aria che però cozza inevitabilmente con l'inquinamento atmosferico provocato dall'inceneritore che è sempre lì e che continua a trasmettere nell'aria la sua quantità di veleni. Un controsenso insomma...dal quale nessuno si vuole liberare.

Nell'Unione Europea, il 4% del fabbisogno energetico è sviluppato a biomasse, tuttavia tale risorsa potrebbe crescere ancora di più. Da qui al 2010 potrebbe raddoppiare (dalle 69 Mtep del 2003 a circa 185 Mtep previste per il 2010) con notevole vantaggio di costi e benefici. Tra questi:
  • riduzione del 42% dell'energia importata
  • riduzione emissioni responsabili dell'effetto serra dell'ordine di 209 milioni di tonnellate di CO2 all'anno
  • occupazione diretta di 250 - 300.000 addetti
  • pressione al ribasso del prezzo del petrolio

Nell'agenda comunale c'è il progetto Risorsa Bosco, coadiuvato dalla provincia di Prato e dalla comunità montana che si propone come obbiettivi principali lo sviluppo e la valorizzazione dell'ambiente e la salvaguardia del territorio in tutte le attività culturali, didattiche turistiche e ricreative; valorizzare la risorsa bosco nel settore Legno Energia; determinare la cresita del settore Legno Industria; sviluppare la coltivazione e la produzione dei prodotti del bosco.

Tutto questo all'insegna della sinergia tra tutela e produttività.

Sicuramente, quindi, un progetto ambizioso ed importante. Speriamo davvero che non rimanga solo un discorso. Soprattutto quello delle biomasse, magari ancora un pò troppo generale e poco applicato al discorso locale per il quale, nonostante sia in programma nel programma Risorsa Bosco. Sarà nostro dovere andare poi a controllare se queste intenzioni saranno rispettate.

Per concludere, vorremmo sottolineare alcuni passaggi dell'intervento dell'architetto del Comune Sandra Vannucci. Partendo dalla considerazione che in Europa il 50% dell'energia prodotta è destinata al settore dell'edilizia ha lanciato il suo grido di allarme con una frase che azzittito tutti nella stanza: se per architettura s'intende la costruzione di immobili che hanno un impatto positivo nel territorio nel quale sono costruite, quella italiana ha miseramente fallito il suo scopo!

Le linee guida italiane sono buone, ma complicatissime. Ciò è dovuto dal fatto che per anni non si è avuta una regolamentazione precisa e quando si sono inseriti i primi paletti legislativi sono stati inseriti tutti insieme e in modo confusionario.

E qui il discorso cade su Montemurlo. Nel nostro comune vige un'edilizia vecchia (addirittura parte dagli anni 60) anche dal punto di vista ambientale, strutturale ed impiantistico. Che pensare poi se le case montemurlesi sono quasi tutte in classe F o G quando nei paesi del nord Italia (es. Trento, Belluno) sono in classe A e che hanno un minor consumo d'energia?

A Montemurlo, sempre parole dell'architetto; non è più possibile edificare e tutto ciò che si poteva fare è stato fatto. Perciò, gli incentivi dovrebbero essere destinati alle ristrutturazioni, non a nuove edificazioni.

E ciò non ci può che trovare d'accordo anche (e soprattutto) riguardante l'impatto ambientale.

Insomma, è stata una bella stilettata all'amministrazione che deve solo raccogliere l'invito.


Alberto Niccolai

sabato 16 febbraio 2008

rifiuti: non vogliamo più essere presi in giro!

Stamani si è svolto a Pistoia il convegno sui rifiuti, il seminario vescovile era gremito di persone: semplici cittadini e, udite udite, anche alcuni amministratori locali.

Come introduzione Luigi Colangelo ha fatto una panoramica circa la situazione dell'inceneritore di Montale parlando dello sforamento che ha causato la momentanea chiusura dell'impianto. E' stato infatti rilevato che nel periodo da maggio a luglio 2007 sono stati documentati ben 75 giorni di emissioni di diossine ben al di là dei limite di legge consentiti: 37 milioni di nanogrammi ovvero un quantitativo pari alla dose massima tollerabile da una popolazione di 700.000 adulti.

Inoltre è stato mostrato un filmato veramente increscioso. E' stato mostrato un camion del C.I.S. che, senza alcun intoppo, ha raccolto i vari rifiuti differenziati con un solo carico, quindi rimescolando la carta, la plastica, l'alluminio, eccetera con l'indifferenziato. Ecco spiegato come mai i tre comuni serviti da tale municipalizzata abbiano una raccolta differenziata ferma al 23%. I cittadini che si danno da fare per dividere la spazzatura vedono così tutti i loro sforzi esser vanificati. Ovviamente il carico intero del camion andrà ad essere incenerito, come possiamo dunque stare tranquilli? A Montale si brucia di tutto e di più: dalla differenziata ai rifiuti ospedalieri, si sta lucrando sulla pelle delle persone! La Procura della Repubblica è a conoscenza dei fatti grazie alla denuncia fatta dal Comitato contro l'inceneritore di Montale.

Il fisico sanitario Massimo de Santi nel suo intervento ha voluto ricordare che per rifiuto si deve intendere tutto ciò che non è biodegradabile, il restante è da sempre parte del ciclo naturale, un frutto che cade a terra si trasforma in nutrimento per la pianta, e quindi non deve e non può essere trattato attraverso l'incenerimento. E' sua ferma convinzione che si debbano adottare politiche di “zero waste” attraverso l'imposizione per legge, la buona educazione al senso civico che molti cittadini hanno da sola non basta ad eliminare il problema, è tempo che dal parlamento questa situazione venga affrontata con determinazione e fermezza.

L'intervento dell'assessore all'ambiente di Capannori ha confermato che i nostri attuali sistemi di raccolta non solo sono dannosi per la salute e l'ambiente, ma anche per le nostre tasche. Alessio Ciacci ha affermato che purtroppo oggi si usa poco coraggio e troppo poca immaginazione per risolvere problematiche o adottare nuovi sistemi a beneficio della collettività. A Capannori, come abbiamo più volte evidenziato, si utilizza il sistema della raccolta dei rifiuti porta a porta e testuali parole dell'assessore conviene a tutti. Ha evitato che 10.000 tonnellate di rifiuti fossero destinati alle discariche consentendo un risparmio di più di 1,5 milioni di euro che: sono stati reinvestiti aumentando del 47% la forza lavoro impiegata inizialmente per un totale di 112 occupati, ha consentito una riduzione della Tariffa d'Igiene Ambientale del 20% nella sua parte variabile e una riduzione del 10% della stessa per chi fa compostaggio. I rifiuti, o meglio risorse, separati in maniera adeguata consentono di fare risparmiare i cittadini e di rimpinguare le casse comunali grazie alla vendita del differenziato.

Natale Belosi dell'Ecoistituto di Faenza ha mostrato i risultati dello studio fatto su 1816 comuni in Italia. La raccolta domiciliare porta a porta consente di diminuire la produzione procapite di rifiuti di ben 100kg all'anno, infatti la responsabilità personale che il sacchetto fuori l'uscio di casa comporta riesce a dare un forte impulso psicologico alla persona che deve fare raccolta differenziata. Inoltre rifiuti tossici e dannosi non potranno più essere abbandonati accanto ai cassonetti come purtroppo oggi spesso accade: batterie di automobili, monitor di pc e altro...
Grazie all'introduzione della tariffa puntuale si paga meno in base al grado di qualità che la nostra raccolta differenziata raggiunge ovvero chi si da più da fare deve pagare meno tasse! Questo sistema che premia i comportamenti virtuosi ha fatto passare la raccolta differenziata da un 40% ad un 70%, rientrando largamente nei limiti imposti dall'Unione Europea.
Ancora una conferma di economicità: la differenziata domiciliare (porta a porta) costa meno della raccolta differenziata stradale (cassonetto), infatti i costi di smaltimento sono di gran lunga inferiori grazie ad un oculata selezione e soprattutto più il comune è grande più è avvantaggiato.

Non solo risparmio derivato dai minori costi, ma addirittura profitto! E' intervenuta Carla Poli un'imprenditrice trevisana che ha parlato dei risultati della sua azienda e di come sia possibile riciclare fino al 100% senza necessità di incenerimento e/o discarica. Ha esordito rilevando l'importanza di un'educazione al rispetto ambientale come sistema strutturato nelle scuole, come non condividere? Ha spiegato che per le aziende come la sua i rifiuti non sono affatto un problema da demonizzare, ma verosimilmente una materia prima e quindi che esistono imprese disposte a pagare per avere i rifiuti e quindi lavorarli. Il mercato cinese è ghiotto della nostra plastica riciclata, considerando l'alto costo del petrolio utilizzare materiali meno costosi è una vera e propria necessità. Vorremo ricordare come le caffettiere ad oggi siano totalmente fatte riutilizzando l'alluminio riciclato, il mercato di sbocco esiste, basta avere la voglia di osare. Il Centro Riciclo di Vedelago serve un totale di 1 milione di abitanti, una popolazione pari alla somma della provincia di Firenze, Prato, Pistoia e Lucca. Incredibile esempio di come i 28 milioni di euro che si vuole utilizzare per ampliare l'inceneritore di Montale siano uno spreco inutile di denaro, con tutti quei soldi si possono costruire 14 aziende come il Centro Riciclo di Vedelago.

Ultima per ordine, ma sicuramente non per importanza è intervenuta la dottoressa Patrizia Gentilini, oncoematologo e membro ISDE. Ha parlato delle conseguenze sull'ambiente e la salute umana di una scorretta gestione dei rifiuti. Oltre ad aver mostrato dati sanitari impressionanti ha annunciato che anche l'Ordine dei Medici Chirurghi Italiano si è schierato contro l'incenerimento. Una sua considerazione sull'ecomafia, questo tipo di delinquenza in Italia porta guadagni superiori al doppio della somma di prostituzione e traffico di droga: zero rifiuti significa zero ecomafia!

Conclusioni: in Europa l'incenerimento è fortemente penalizzato dalla tassazione, in Italia è invece aiutato tramite incentivazioni pagate dai cittadini. Ben 46 miliardi di euro destinati al finanziamento di produzione di energia da fonti rinnovabili sono andate in tasca agli amministratori degli inceneritori. La raccolta PaP è economicamente, socialmente ed ambientalmente sostenibile! Non vogliamo più essere presi in giro, basta!

La questione ambientale ed i rischi per la salute sembra non interessino più di tanto ai nostri amministratori. Il nostro sindaco Ivano Menchetti: "non sappiamo se gli inceneritori fanno bene o fanno male...". Vorremo ricordare che il primo cittadino ed i funzionari dello Stato, Costituzione della Repubblica Italiana art. 29, sono i diretti responsabili della salute pubblica. Se a loro non sta a cuore la nostra salute che tutelino almeno le nostre tasche! Di fronte a dati sanitari si può al limite avere il beneficio del dubbio giustificato dal fatto che non essendo dottori potremmo cadere in fallo, ma d'innanzi a valori monetari non si possono avere dubbi.

Enrico Mungai

martedì 12 febbraio 2008

i rifiuti: da problema a risorsa


  • Rete dei Comitati Toscani per la difesa del territorio
  • Comitato contro l'Inceneritore di Montale
  • Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Prato, Pistoia
  • Comitati riuniti di Pistoia Sud
  • Amici di Beppe Grillo
  • Comitato Ambientale Montemurlo


Invitano al convegno
Pistoia, 16 febbraio 2008 ore 9-13
Aula Magna del Seminario Vescovile
ingresso pedonale da Via Puccini 36
Parcheggio da Casa dell'Anziano, Via E. Bindi 14


9.00 - saluto
Alberto Asor Rosa - Rete dei comitati toscani per la difesa del territorio
- Introduzione
Massimo de Santi - Rete dei comitati toscani per la difesa del territorio
9.30 - I rifiuti in Toscana: il caso Montale
Luigi Colangelo – Comitato contro l’inceneritore di Montale
9.50 - Capannori: un esempio da seguire?
Alessio Ciacci - assessore all’ ambiente
10.10 - La raccolta domiciliare: i risultati dello studio su 1816 comuni in Italia
Natale Belosi - Ecoistituto di Faenza
10.30 - Rifiuti come Risorse: l’esempio del Centro Riciclo di Vedelago con proiezione video
Carla Poli - imprenditrice
11.00 - Conseguenze sull’ ambiente e sulla salute umana di una scorretta gestione dei rifiuti
Patrizia Gentilini - Associazione Medici per l’ Ambiente ISDE Italia
11.30 Discussione
12.30 Conclusioni
Claudio Tamburini – Coordinamento dei comitati della piana Fi-Po-Pt
Modera Adriana Pagliai – Coordinamento dei comitati della piana Fi-Po-Pt

sabato 9 febbraio 2008

indagine ambientale e sanitaria ARPAT – PT / USL3

  • coordinamento dei comitati della piana
  • comitato contro l'inceneritore di Montale
  • amici di Beppe Grillo di Pistoia
  • comitato Ambientale di Montemurlo
  • movimento dei Cittadini Uniti Montemurlesi


Al Presidente della Provincia di Pistoia
Ai Consiglieri del Consiglio Provinciale di Pistoia
Al Presidente della Provincia di Prato
Ai Consiglieri del Consiglio Provinciale di Prato
Al Direttore dell’ARPAT Regionale
Al Direttore dell’ARPAT Dipartimento di Firenze
Al Direttore Generale della ASL di Pistoia
Al Direttore Generale della ASL di Prato
Al Sindaco del Comune di Montale
Ai Consiglieri del Consiglio Comunale di Montale
Al Sindaco del Comune di Quarrata
Ai Consiglieri del Consiglio Comunale di Quarrata
Al Sindaco del Comune Agliana
Ai Consiglieri del Consiglio Comunale di Agliana
Al Sindaco del Comune di Montemurlo
Ai Consiglieri del Consiglio Comunale di Montemurlo
E p.c. Al Presidente della IV Commissione Regionale “Sanità” Fabio Roggiolani



OGGETTO: Osservazioni alla bozza del progetto ARPAT – PT / USL3 – PT su “Indagine ambientale e sanitaria nelle aree poste in prossimità dell’impianto di incenerimento di RSU di Montale” – pubblicato sul sito della Provincia di Pistoia

In merito all’oggetto si osserva quanto segue:

Nel comunicato stampa del 24 agosto 2007, a firma del Presidente della Provincia di Pistoia – Gianfranco Venturi e del Vice Presidente Giovanni Romiti, si leggeva testualmente che “la Provincia non rilascerà autorizzazioni di ripresa attività dell’impianto se non dietro certificazione pubblica di regolarità ‘totale’ del suo funzionamento ed in correlazione agli impegni sopra richiamati, anche nella consapevolezza di disporre di un sistema di smaltimento che conserva la sua efficienza anche in presenza di un blocco temporaneo di un impianto importante dello stesso sistema”.

Fra gli impegni presi dalla Provincia di Pistoia oltre a quello di individuare con esattezza la causa del superamento dei limiti di emissione dell’impianto di incenerimento di Montale e le responsabilità dell’accaduto – cause e responsabili su cui ancora non è stata fatta piena luce - vi erano anche impegni assai cogenti in merito alla tutela della salute pubblica. In particolare gli impegni erano:
Realizzare una verifica concreta sulla qualità ambientale del territorio circostante all’impianto (e non solo) attraverso analisi scientifiche dello stesso, da realizzarsi attraverso l’impegno dei soggetti pubblici istituzionalmente preposti”, e ancora “Realizzare approfondimenti di analisi scientifica in merito alla salute pubblica nel territorio”.

Dobbiamo purtroppo constatare che questi impegni sono stati ampiamente disattesi in quanto – ad oggi – nessuna delle indagini che erano state prospettate è stata avviata, e anzi il progetto presentato sembra volto a definire un “punto zero” necessario ad avviare una lunga, quanto indefinita fase di monitoraggio, piuttosto che gli eventuali e probabili danni prodotti alle persone e all’ambiente da un inceneritore che è in esercizio da quasi 30 anni e che sicuramente dal 3 maggio 2007 al 19 luglio dello stesso anno, ha rilasciato nell’ambiente dosi di diossine e furani in quantità assolutamente incompatibile con la corretta salvaguardia e tutela della salute umana.

A partire dalla lettura della premessa della bozza in questione si ha la netta sensazione della scarsa “scientificità” dello studio che fa discendere la necessità dell’indagine (in realtà un monitoraggio) dai “timori delle popolazioni residenti nei dintorni” piuttosto che dalla oggettiva e responsabile necessità di verificare lo stato di salute della popolazione che sicuramente è stata sottoposta ad altissimi livelli di inquinamento da diossine e furani, sostanze certificate come sicuramente cancerogene dallo IARC, come di altre sostanze tossiche, a micro e nanoparticolato ecc...

Il progetto si pone come obiettivo generale l’acquisizione di adeguate conoscenze relative allo stato dell’ambiente circostante l’impianto di incenerimento di RSU (forse gli estensori si dimenticano dei Rifiuti industriali assimilati e dei ROT), nonché la valutazione dello stato di salute della popolazione esposta alle emissioni dell’impianto.

Nonostante l’obiettivo sia quello di valutare lo stato di salute, il progetto non prevede le indagini delle diossine da effettuarsi sul sangue e nel latte materno della popolazione esposta, ad esempio un cospicuo numero di residenti nella zona rossa.

E’ oramai noto come, per il fenomeno del “bioaccumulo” e per la tendenza delle diossine a conservarsi nei grassi, l’uomo sia il più inquinato tra gli esseri viventi, pertanto non si capisce perché non si dovrebbe ricercare l’agente inquinante proprio su chi dovrebbe essere il più tutelato fra gli esseri viventi.

Altro elemento critico del progetto è l’assenza dei valori di riferimento di diossine e metalli pesanti che ci si aspetta di trovare nei terreni e negli alimenti, in sostanza manca la quantificazione del “fondo, come pure non è chiaro quali saranno le zone “bianche” esterne all’area di ricaduta. E’ auspicabile che siano in area Abetone o Cutigliano, temiamo se invece sono localizzate accanto alle aree di massima ricaduta.

Altro aspetto decisamente negativo è dato dal numero irrisorio di campionamenti sul terreno, infatti mentre a San Donnino ne furono fatti un centinaio, a Montale dove l’impianto è in esercizio da 30 anni, se ne prospettano solo una ventina.

In sostanza si evidenzia:
come a fronte di un gravissimo ritardo nelle indagini sanitarie e ambientali vi sia stata la riapertura dell’inceneritore di Montale, nonostante gli impegni istituzionali e politici vincolassero tale riapertura alle risultanze delle indagini.

Che la bozza del progetto ARPAT – PT/ USL3 – PT su “Indagine ambientale e sanitaria nelle aree poste in prossimità dell’impianto di incenerimento di RSU di Montale” è assolutamente inadeguata a verificare l’attuale stato di salute delle popolazioni e dell’ambiente e quindi non è finalizzata a garantire una reale prevenzione, ma piuttosto ad esperire una sorta di indagine epidemiologica che, secondo gli estensori, dovrebbe monitorare le popolazioni nel corso degli anni.

Chiediamo che la ASL 3 di Pistoia, che ha come compito istituzionale, la difesa e tutela della salute umana, inizi una massiccia campagna di analisi sul sangue e latte materno per la rilevazione delle diossine sulla popolazione che risiede nelle zone di massima ricaduta degli inquinanti che escono dall’inceneritore di Montale da quasi 30 anni e che, in particolare, sono sicuramente fuoriusciti in dosi intollerabili per la salute umana dal 3 maggio al 19 luglio 2007.

Chiediamo inoltre che del Comitato Scientifico, presieduto dal Responsabile del Dipartimento provinciale ARPAT di Pistoia e dal Responsabile del Dipartimento della Prevenzione della Azienda USL 3, faccia parte anche la Dott.ssa Patrizia Gentilini (Oncoematologa) Vicepresidente del Comitato Tecnico Scientifico della Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia, in qualità di tecnico a tutela degli interessi rappresentati dal Coordinamento dei Comitati della Piana e dal Comitato contro l’inceneritore di Montale, questo anche in ottemperanza agli impegni assunti a suo tempo dall’amministrazione provinciale.

mercoledì 6 febbraio 2008

m'illumino di meno 2008

Il 15 febbraio 2008 sarà una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Per il quarto anno consecutivo la famosa trasmissione Caterpillar in onda su Radio2 lancia questa esaltante gara etica di buone pratiche ambientali.

Nella giornata di venerdì 16 febbraio 2007, data della scorsa edizione, la società Terna in concomitanza dell'evento ha registrato un minor assorbimento di potenza sulla rete nazionale per circa 300 Megawatt, equivalente al consumo di 5 milioni di lampadine.

L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 dalle ore 18. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, astrofili, società sportive, gruppi scout, istituzioni, associazioni di volontariato, università, cral aziendali, ristoranti, negozianti e artigiani uniti per diminuire i consumi in eccesso e mostrare all'opinione pubblica come un altro utilizzo dell'energia sia possibile.

L'iniziativa non è affatto faticosa, ma anzi... divertente! Con alcuni semplicissimi gesti è possibile dimostrare come tante piccole formichine possano avere la forza di un pantagruelico gigante.

Lo scorso anno il "silenzio energetico" ha coinvolto simbolicamente le piazze principali di tutt'Italia: a Roma si spensero il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l'Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala, a Pisa Piazza dei Miracoli, a Siena Piazza del Campo, a Catania Piazza del Duomo, ad Agrigento la Valle dei Templi, e centinaia di altre piazze in centinaia di altri comuni grandi e piccoli.

Noi Cittadini Uniti Montemurlesi abbiamo aderito alla campagna e ci impegneremo di modo che nella nostra città più persone possibile siano messe al corrente di questa semplice e divertente iniziativa. Per vedere chi nella provincia di Prato ha aderito all'iniziativa basta cliccare qui: sono presenti privati, aziende, associazioni ed istituzioni, ordinati in base a chi ha aderito più recentemente. In data 15 gennaio 2008 è stata inviata a tutti i comuni d'Italia una lettera d'adesione firmata congiuntamente da Alfonso Pecoraro Scanio, allora Ministro dell'Ambiente, e dal presidente ANCI Leonardo Domenici.

Decalogo per il 15 febbraio (...e non solo!)
1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand-by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l'automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.


Enrico Mungai