
Qualche persona mi chiede perché assieme a quel leone di
Massimo Signori mi stia dando tanto da fare per promuovere quanto più possibile i buoni locali a Montemurlo, soprattutto i miei compagni di facoltà: “che ti viene in tasca per tutto codesto lavoro?!”.
Frequento Economia & Commercio a Firenze, è quasi naturale che il primo pensiero siano i soldi. Quando rispondo che lo faccio da volontario e che non percepisco un centesimo di euro si straniscono e non lo nego… mi dà soddisfazione!
Da sempre, sarà perché non sono cresciuto in “città”, ma bensì in un posto dove ancora si può respirare la felice aria di paese, preferisco spendere i miei pochi soldi dove so che non rimarrò in qualche maniera fregato. Può sembrare un pensiero banale, ma non lo è poi così tanto. Da buon studente di economia cerco di ottimizzare la mia spesa, ovvero con la scarsezza di mezzi finanziari che compete ad uno squattrinato universitario mi arrabatto per trovare il posto dove posso risparmiare e soprattutto avere prodotti di qualità. Ai vari Gigli, Mediaworld, Expert è vero che si può trovare la convenienza economica, ma la qualità? Un aneddoto: comprai un hardisk esterno in uno di questi negozi della grande distribuzione sul quale poi salvai dei dati molto importanti, dopo soli due mesi, non so come, una vite si allento andando a graffiare, quindi danneggiare irreparabilmente i dischi. Vien da se che i dati salvati sono andati perduti. Andai su internet et voilà… ho scoperto che nei “paradisi della convenienza” non si fanno tanti scrupoli a comprare partite di merci non proprio ben sfornate (con difetti di produzione) pur di avere un basso costo.
Nel piccolo negozio questo non succede, il venditore sa che il cliente/conoscente/amico al minimo difetto trovato tornerà reclamando e ovviamente si farà cambiare il prodotto. E’ nell’interesse del bottegaio e del cliente instaurare un rapporto fiduciario e quindi consigliare/comprare la migliore merce possibile.
Con tutto il rispetto per i commessi, ma a loro quanto importa vendere un prodotto di qualità o un prodotto scadente? La loro busta a fine mese l’avranno sia che dei clienti siano scontenti oppure siano contenti. Invece ad andare a fare acquisti nel negozio, a mio parere, si ha un grosso valore aggiunto che appunto sta nella responsabilità del venditore: massimizzare la soddisfazione del cliente oppure cambiare mestiere!
L’eterno dilemma: qualità o risparmio? Da sempre sono due termini diametralmente opposti, ma grazie ai buoni locali si è trovato il modo di farli correre assieme. E’ un po’ come il sogno proibito di ogni allenatore: far giocare contemporaneamente dei fuoriclasse che per loro natura non vanno molto d’accordo.
Ecco allora che rispondo a chi mi chiede chi me lo faccia fare! I buoni locali sono uno strumento semplice e non costoso che permette ai negozianti di aver un maggior afflusso di clientela ed ai clienti di avere prodotti di qualità a prezzi concorrenziali. Non ci perde nessuno, tutti ci guadagnano.
Come tutte le novità si deve avere il coraggio di scommettere, in periodi come questo dove l’ombra del fallimento è sempre in agguato una persona di buon senso le prova tutte prima di arrendersi. Se fossi un commerciante non ci penserei due volte… questo progetto ha funzionato e funziona in molti posti: Svizzera, Argentina, Germania, Giappone... e senza andare troppo oltralpe sta andando alla grande a Napoli, Acilia (Roma), Salaparuta (Trapani), Torino, Terni e Altopascio (Lucca)… perché non dovrebbe funzionare nella ridente Montemurlo?
Nota per i nostri amministratori: a Trento la delibera sui buoni locali è stata accettata dal Consiglio in maniera bipartisan, la proposta è stata promossa da 31 sì, 2 no e 1 astenuto. Le buone idee sono buone idee non spot elettorali, meditate!
Enrico Mungai