Felice anno nuovo e tanta salute per tutti!

martedì 30 dicembre 2008

con lo SCEC contro la crisi del tessile

Arcipelago SCEC, l'associazione che si occupa della distribuzione dei Buoni Locali SCEC allo scopo di aumentare il potere d'acquisto delle famiglie e agevolare l'economia locale, tramite il suo coordinamento regionale ha deciso di organizzare, in Toscana, tavoli di lavoro per specifici settori di attività.

Il nostro Massimo Signori, già imprenditore e fervente attivista dei Cittadini Uniti Montemurlesi, è stato designato come responsabile provinciale del settore tessile. “Abbiamo intenzione – spiega Massimo - di organizzare uno SCEC Market dell'abbigliamento, un vero e proprio punto vendita dove si possano comprare maglie, sciarpe, cappelli, …, che vengono fatti a Prato. Grazie agli Scec potranno essere comprati prodotti made in Italy, o meglio made in Prato, a prezzi molto convenienti sia per il cliente che per il produttore locale che potrà rafforzare la sua posizione sul mercato pratese. In questa maniera riusciremo a mantenere la ricchezza sul territorio, salvando molti posti di lavoro ed agevolando le famiglie che arrivano difficilmente a fine mese.

I buoni SCEC vengono stampati da Arcipelago SCEC, gestiti dalle Associazioni locali aderenti ad Arcipelago SCEC e consegnati gratuitamente agli iscritti e alle famiglie. I Buoni Locali SCEC danno il diritto di poter pagare con gli SCEC una parte dei prezzi delle merci e dei servizi offerti dalle imprese, professionisti, produttori, artigiani, aderenti al circuito.
Nella sola Toscana sono circa 300 i soci fruitori, ovvero coloro che offrono i loro prodotti accettando gli SCEC. Nella città di Prato e provincia hanno aderito architetti, installatori d'impianti fotovoltatici, odontotecnici, fioristi, estetiste, imprese edili, cartolerie, baby sitter, geometri, filature, arredatori ed ogni giorno aumentano le richieste per diventare soci fruitori.

L'associazione sta cercando adesioni da parte degli imprenditori del distretto pratese per fare partire l'interessante progetto dello SCEC Market dell'abbigliamento, per maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito www.arcipelagotoscana.org oppure contattare direttamente Massimo Signori al numero di telefono 335302012


Enrico Mungai

giovedì 25 dicembre 2008

soldi nel cassonetto



Buon Natale
e tanta salute per l'anno nuovo a tutti!

giovedì 18 dicembre 2008

che buono il catrame!

Questo esperimento è stato fatto in Giappone, mostra quanto catrame sia contenuto nelle sigarette. Con 400 sigarette ingerite una zolla di catrame, tanto vale staccare un pezzo d'asfalto e mangiarlo con un po' di aceto di Modena.

Fumare ti uccide, respirare il fumo passivo crea gravi danni alla tua salute.
Abitare ad un tiro di schioppo da un inceneritore?!




Enrico Mungai

mercoledì 10 dicembre 2008

lettera aperta al Dott. Cipriani

Gent.mo Collega,

faccio riferimento con questa mia, agli articoli comparsi sui giornali locali il 4 dicembre scorso, di commento all’ incontro ad Oste, svoltosi venerdì 28 novembre e promosso dai Comitati contro l’ inceneritore.

La ringrazio innanzi tutto per l’attenzione rivolta alle mie parole: rappresenta per me motivo di soddisfazione constatare che le mie affermazioni sono state utili almeno ad aprire un confronto.

Abbiamo inoltre in comune il lavorare ( o l’aver lavorato, come nel mio caso) alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale, le cui finalità non sono solo quelle di curare o conteggiare malati e morti, ma anche , come risulta dall’art.2 della sua legge istitutiva: “la formazione di una moderna coscienza sanitaria sulla base di un'adeguata educazione sanitaria del cittadino e delle comunità; ... la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro; ...la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell'igiene dell'ambiente naturale di vita e di lavoro"

Concordo poi con Lei che non è possibile dare dati riferiti alla frazione di Oste, in quanto non disponibili ed in effetti io non mi sono mai sognata di farlo, come potranno confermare i presenti alla conferenza di Oste e chi ha redatto l’ articolo sulla Nazione.

Vediamo quindi di valutare i dati (ovviamente quelli ufficiali del CSPO a me disponibili), in assenza di altri di cui sarei ben felice di prendere visione.

Nel comune di Montemurlo, risultano residenti nel 1985 n°16331 abitanti e nell’anno 2002 n°17916 fra maschi e femmine. Nel quinquennio 85-89, dati CSPO, si registrarono in media 34 nuovi casi per anno di cancro fra i maschi e 21 casi fra le femmine, dal 90 al 94 si registrarono rispettivamente 35 casi fra i maschi e 29 fra le femmine, dal 95 al 99 si registrarono 47 casi fra i maschi e 41 fra le femmine e nel triennio 2000-2002 n°50 casi fra i maschi e 45 fra le femmine.

Sulla base dei dati di popolazione sopra riportati, risulta quindi che, come da me affermato, la popolazione ha subito un incremento inferiore al 10%. Mi sembra indiscutibile che il numero “grezzo” di tumori nelle donne, nel corso di 18 anni sia più che raddoppiato, rispetto ad un incremento di popolazione non certo della stessa entità. Già di per sè questo dato grezzo dovrebbe essere valutato, a mio avviso, con attenzione.

D’ altra parte, come non è corretto trarre conclusioni esaustive dall’esame dei semplici dati grezzi dei casi insorti, altrettanto non è corretto trarre conclusioni tranquillizzanti dal confronto dello stato di salute della popolazione di Montemurlo con quello degli altri comuni della Provincia, così come riportato nei media, perché i confronti andrebbero sempre fatti fra popolazioni e territori aventi caratteristiche sovrapponibili. Inoltre il confronto con aree già soggette a numerosissime fonti di inquinamento, come nel caso della Provincia di Prato, non aiuta a fare chiarezza.

Ancora, se analoghi incrementi si sono registrati in altri comuni della Toscana, non è certo un bel segnale e non credo proprio che, in questo caso, il detto ”mal comune mezzo gaudio” possa essere di consolazione.

Come Lei ben sa, nell’ultimo rapporto AIRTUM, relativo ai tumori femminili in Italia, si segnala un incremento medio nel nostro paese, indipendente dall’ età (depurato quindi del fattore invecchiamento) dell’ 1% annuo. Questo incremento non può essere in alcun modo accettato come” fisiologico” o attribuito al solo “stile di vita” (fumo e dieta) specie se valutato unitamente all’incremento di cancro nell’infanzia. Quest’ultimo incremento in Italia è doppio rispetto all’ Europa (2% vs 1.1% annuo) e nei primi 12 mesi di vita esso è ben del 3.2% annuo.
Credo che nessun cittadino, ed ancor più nessun medico, possa considerare questo come un prezzo inevitabile da pagare al “progresso”, anzi proprio questo atteggiamento mentale deve essere fermamente contrastato. Credo che tutti dobbiamo riscoprire l’insegnamento di un grande medico ed un grande scienziato quale Lorenzo Tomatis che si è sempre battuto per la Prevenzione Primaria e divulgare quanto, anche di recente, Devra Davis, epidemiologa Statunitense di fama mondiale, ha messo lucidamente a fuoco nel suo libro “La storia segreta della guerra al cancro”.


Comunque, per tornare alle faccende di casa nostra, negli articoli comparsi sugli organi di stampa il Sindaco di Montemurlo sostiene: "solo nelle donne per tumori rari del tessuto molle si rileva un eccesso su poche osservazioni ( 10 casi in 20 anni, sul totale di oltre 1500 tumori nello stesso periodo)".
Immaginiamo si tratti di sarcomi dei tessuti molli, ritenuti, come è ben noto, tumori “sentinella” del multiforme inquinamento prodotto da inceneritori. Poiché la formulazione non è ben chiara, non si comprende se i 10 casi citati sono quelli osservati nelle donne nei 20 anni considerati, o se rappresentano l’eccesso rispetto agli attesi o, ancora, se i 10 casi sono stati osservati complessivamente in entrambi i sessi. Comunque, anche nell’
ipotesi più riduttiva, ossia che i casi citati si riferiscano ad entrambi i sessi, l’osservazione di 10 casi in 20 anni non sarebbe certo un dato da trascurare, eccedendo già rispetto all’incidenza media questa patologia estremamente rara (2 casi su 100.000 persone/anno).
Se invece
i 10 casi si sono registrati solo fra le donne, ovviamente il dato sarebbe sicuramente più allarmante. Sarebbe davvero utile, a questo punto, poter disporre dei dati completi e si auspica che , proprio su questa patologia così importante proprio perché così rara e tipica dell’esposizione ad inceneritori, venga almeno avviato un studio caso-controllo.

Inoltre, è indubbio che se si vuole valutare l’impatto sulla salute di una singola fonte emissiva come l’inceneritore devono essere condotti studi che valutino i livelli di esposizione delle popolazioni in base ad adeguate mappe di ricaduta degli inquinanti scelti come “tracciante”degli impianti (metalli pesanti, diossine), come effettuato ad esempio nello studio Enhance Health od in quello francese di Besancon.

Non mi risulta che sia stato fatto alcunchè in questo senso per l’inceneritore di Montale in funzione dal 1978 e che ha al suo attivo, numerosi documentati episodi di superamento degli attuali limiti per le diossine, anche prima del 2007. Si ricorda che i pregressi superamenti dei limiti non portarono in precedenza alla sua chiusura solo perché l’impianto usufruiva di deroghe, ma è ovvio che le caratteristiche tossicologiche ed i tempi di dimezzamento delle diossine non si modificano con le deroghe.

Si rammenta poi che in un recente documento della Associazione Nazionale di Epidemiologia (AIE) a proposito dei danni da inceneritori si ammette: si può concludere che esistono prove convincenti dell’ associazione tra l’esposizione alle emissioni degli impianti di vecchia generazione(in particolare a diossine) e l’aumento di frequenza di tumori in alcune sedi.

Credo che nessuno potrà negare che l’impianto di Montale, prima dei più recenti aggiornamenti che comunque non hanno garantito il rispetto dei limiti e l’affidabilità dei sistemi di controllo confermati anche dalle ultime chiusure del 2007 e del 2008, sia un impianto di “vecchia generazione”.

Come si può quindi “assolverlo” a priori se nessuna indagine specifica è stata fatta e se tutta la letteratura riconosce ormai unanimemente danni alla salute dai “ vecchi impianti”?

E sia ben chiaro che nessuna garanzia può essere data anche per quanto riguarda i “nuovi” impianti, come in tanti documenti e comunicati con tanti altri colleghi abbiamo ribadito, specie per le enormi quantità di particolato ultrafine (<0.1µm)>filtri consentono di trattenere solo particelle di diametro superiore a 0.8 µm

Comunque, anche in assenza di studi specifici che quantifichino i danni alla salute avutisi per la presenza dell’ impianto sulla popolazione di Montemurlo, è altresì innegabile che il Comune di Montemurlo rientra, almeno in parte, nell’area di maggior ricaduta e che nel suddetto comune in 18 anni il numero di tumori nelle donne è più che raddoppiato. Allora la domanda a cui vorremmo risposta è: se non ci fosse stato l’inceneritore di Montale quanti casi in meno di cancro avremmo contato, specie fra le donne, visto che alcuni dei più importanti e recenti studi epidemiologici (Francia, Coriano) indicano i maggiori danni alla salute proprio sul sesso femminile?

In conclusione, se si vogliono tranquillizzare i cittadini non a parole, ma sulla base di fatti concreti si chiede che:

  • vengano calcolati i tassi specifici di incidenza di cancro nel comune di Montemurlo negli ultimo 20 anni suddivisi per sesso, classe di età, residenza superiore a 5 anni
  • venga effettuata, per i casi di patologie sentinella, la loro georeferenziazione
  • che si rendano noti tutti i risultati sui campioni biologici già da tempo effettuati di cui ci sono state date solo anticipazioni parziali, sommarie e comunque inquietanti
  • che si avvii una indagine epidemiologica caso-controllo almeno perquanto attiene i sarcomi dei tessuti molli
  • che, soprattutto, si realizzi quella ricerca, a suo tempo promessae sempre rimandata, anche su campioni biologici umani, inparticolare che si ricerchino diossine e similari su latte materno in donne primipare, stabilmente residenti e che si sono alimentateanche di prodotti coltivati ed allevati in loco.

Nella speranza di risentirLa e confermandoLe la mia disponibilità per qualunque ulteriore chiarimento, voglia gradire i miei più cordiali saluti.


Dott.ssa Patrizia Gentilini
Medico Oncologo- Ematologo

5 dicembre 2008

lunedì 1 dicembre 2008

a presto!


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mercoledì 19 novembre 2008

Forum Ambientalista ad Oste

Venerdì della prossima settimana, 28 novembre 2008 alle ore 21, alla chiesina di Oste in piazza Amendola ForumAmbientalista ha organizzato una serata di sensibilizzazione sul tema dell'incenerimento dei rifiuti e sulle conseguenze che si possono ripercuotere sulla salute dei cittadini.

"Forumambientalista ha firmato insieme ai cittadini il ricorso al TAR contro l'ampliamento dell'Inceneritore di Montale, circa due anni fa. L'associazione si propone di sostenere i cittadini che lottano contro queste autentiche fabbriche di morte.
Con questa specifica iniziativa - continua Patrizia Rocchetti, organizzatrice della serata - si riproprone di unire simbolicamente le realtà di Pietrasanta, Montale e San Zeno."

Saranno presenti Ciro Pesacane ed Elisabetta Menchetti, rispettivamente Presidente e Coordinatrice Regionale del Forumambientalista, inoltre presenzieranno la Dottoressa Patrizia Gentilini e delegazioni di Pietrasanta e San Zeno.

lunedì 10 novembre 2008

Scelte da rivedere

Centro, rifiuti e nuova viabilità. Come confermano anche i recenti articoli della stampa locale sono questi i problemi che da tempo stanno affliggendo i montemurlesi.

«Quello che il Comune vuole fare, e di cui trovo si parli pochissimo, è la realizzazione di un centro commerciale e di un centinaio di appartamenti in una vasta area nel centro di Montemurlo che così cambierebbe radicalmente aspetto — attacca Rolando Valdiserri del comitato cittadino contrario al PG1 — perché non si chiede quanti cittadini sono favorevoli al progetto?» Sono infatti più di 1.200 le firme dei residenti fatte protocollare all'attenzione del Sindaco contrarie al progetto di cementificazione del centro. Anche noi abbiamo posto all'attenzione dell'amministrazione le nostre considerazioni, così come hanno fatto con varie interpellanze i consiglieri comunali Davide Delfine e Lorenzo Traettino.

«Ad esempio sarebbe appropriata la realizzazione di un centro storico ricostruito — continua Valdiserri — che manca a Montemurlo e che potrebbe farlo diventare una tappa turistica da inserire nei percorsi regionali visto che il Comune ha più volte detto di voler puntare anche sul
turismo. E’ vero, c’è la necessità di una nuova struttura, viste le condizioni di degrado in cui versa attualmente il campo da calcio centrale, per questo il nuovo progetto potrebbe contenere
un percorso pedonale circolare, una grande piazza, magari la ricostruzione di alcuni edifici storici, una parte destinata a verde e un grande parcheggio per servire i negozi e i bar. Insomma il quadrato tra via Rosselli e via Montalese dovrebbe diventare un vero punto di riferimento per i cittadini e non un agglomerato di edifici».

Anche la nuova viabilità sta mettendo a dura prova la pazienza dei Montemurlesi: «Stavo attraversando via Montalese e per poco non sono stata investita — racconta S.B. — E’ ovvio che adesso, senza più il semaforo tra la stessa via Montalese e via Matteotti, le auto tendano ad andare più veloce, tesi confermata peraltro anche dal rapporto consegnato al sindaco Menchetti dalla polizia municipale». Ma non è solo la mancanza di sicurezza a non convincere i residenti: c’è anche la difficoltà ad inserirsi da via Rosselli sulla vecchia Montalese, immissione prima regolata dal semaforo adesso sostituito da uno spartitraffico. Domani sera, in consiglio comunale, tra le altre sarà fatta un'interpellanza proprio sulla questione succitata.

I rifiuti continuano ad essere al centro delle proteste di residenti e imprenditori stanchi di «pagare bollette da centinaia di euro e vedersi invasi dalla sporcizia», come sottolineano alcuni. «Invito chiunque a venire a vedere lo stato in cui versa via Pisana — attaccano gli imprenditori della zona — la strada è piena di sacchi, scarti tessili e cartoni che con la pioggia si sono disfatti: insomma uno spettacolo davvero degradante, ma le bollette arrivano sempre puntuali».

(le frasi virgolettate sono state ripresa da un articolo pubblicato sulla Nazione ad opera di Silvia Bini)

mercoledì 5 novembre 2008

Change we need. Yes, we can!

Sono elezioni che rimarranno scolpite nelle pietre miliari della storia. Per la prima volta un afroamericano è alla Casa Bianca come presidente degli Stati Uniti, se fin'adesso l'abbiamo potuto vedere solamente nella finzione cinematografica, da stanotte è realtà. Sono cadute le barriere razziali, gli elettori americani hanno accolto a braccia aperte la possibilità di cambiamento.

Barack Hussein Obama II, è nato ad Honolulu nel 1961, il padre keniota e la madre del Kansas. Se non incarna lo spirito del cambiamente quest'uomo, non lo può incarnare veramente nessuno. Già dal suo nome: Barack di origini arabe che significa benedetto; Hussein, non ricorda forse il nemico numero uno dei Bush? Un certo Saddam Hussein; Obama è molto simile ad Osama. Se gli elettori americani hanno sentito il dovere di superare certe iniezie, e sappiamo tutti quanto possano esser puritani e bigotti quando vogliono, non può che essere una significativa svolta.

Se gli Stati Uniti da ieri hanno un presidente afroamericano di 47 anni, noi ci ritroviamo in poltrona sempre i soliti dinosauri in politica da una vita. L'immarcescibile Giulio Andreotti (89 anni) è stato un padre della nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ben 83 anni, il premier Silvio Berlusconi, nonostante grazie ai vari lifting non li dimostri, ha 72 anni, il capo ombra Walter Veltroni durante il suo primo mandato da sindaco di Roma affermò che finita la sua esperienza di primo cittadino si sarebbe ritirato dalla scena pubblica perché "non solo di politica si vive". Ed ecco che qualche giorno fa è risbucato il maestro venerabile della loggia massonica segreta P2 Licio Gelli.

Il massimo del cambiamento che abbiamo potuto vedere in Italia è stata Cicciolina col suo partito dell'amore, condannati belli tranquilli e soavi in parlamento, bancarottieri fraudolenti agli arresti domiciliari in ville con parchi di caccia, ex soubrette come ministro, tagli che vogliono esser fatti passare come riforme.

Il cambiamento se lo vogliamo deve necessariamente partire dal basso, i cittadini si devono arricciar le maniche ed organizzare, se aspettiamo con le chiappe sul divano non abbiamo il diritto di lamentarci. Ci sono tante idee innovative che gli attuali politici non hanno il coraggio di attuare, o che più semplicemente non hanno la benché minima cognizione di quali possano essere. Sta solo a noi metterle in atto. Abbiamo bisogno di cambiamento! Sì, noi possiamo.


Enrico Mungai

venerdì 24 ottobre 2008

Dica 133..

Procede la protesta di studenti universitari,studenti delle scuole superiori, genitori ed alunni di scuole medie ed elementari. Le proteste sono scaturite dalla riforma Gelmini,la quale va a colpire alcuni punti fondamentali dell'istruzioni e della ricerca. Una riforma approvata in 9 minuti sotto la forma di decreto legge di urgenza,senza neanche un dialogo e una discussione in Parlamento.

Sono seguite, dopo le occupazioni di varie facoltà e scuole,le dichiarazioni del Presidente Berlusconi,frasi minacciose con riferimenti alle forze dell'ordine, frasi incredibilmente smentite il giorno dopo con una faccia tosta davvero invidiabile.

La riforma Gelmini ha creato forti dissapori soprattutto nelle università,a causa di un articolo nel testo del provvedimento che prevede la possibilità per le facoltà di ''trasformarsi in fondazioni di diritto privato''. Molti studenti hanno storto il naso,temendo per il proseguio dei loro studi e di coloro che verrano,in quanto una ''privatizzazione'' non garantirebbe con certezza l'accesso anche ai meno abbienti ai più alti livelli d'istruzione.

Tagliando i fondi alle università in maniera così drastica,è ovvio che la ''possibilità'' di diventare fondazioni di diritto privato diventi più di una possibilità,ma quasi un obbligo per poter sopravvivere. Altri punti che destano polemiche e proteste,sono il blocco del turnover, ed i tagli alla ricerca.

Per approfondimenti potete visitare il blog degli studenti mobilitati in questa battaglia: www.no133.wordpress.com
ed il blog dei professori e ricercatori: www.dica133.wordpress.com


Damiano Galeotti

martedì 21 ottobre 2008

ancora tu...

Sabato 4 ottobre l'inceneritore di Montale è stato nuovamente chiuso per il rischio di emissione di diossina fuori dai limiti di legge. Dalla stampa apprendiamo che questo pericolo sia stato causato da un'anomalia nel sistema di controllo dei carboni attivi, i materiali che servono per la riduzione di emissione delle diossine.

L'informazione è stata comunicata ben due giorni dopo all'accaduto, per sino i sindaci pare non sapessero niente e fatto ancora più grave sia i comitati cittadini sensibili a quest'annosa questione che i vari gruppi consiliari delle amministrazioni locali sono venuti a conoscenza dell'accaduto solo dalla stampa.

Ci chiediamo come mai pur trattandosi di un'operazione di normale routine quindi che non dovrebbe compromettere la salute dei cittadini, come dichiarato anche dal sindaco Razzoli di Montale, ci sia stato questo gravoso ritardo nell'informare la cittadinanza.

Questo atteggiamento assolutamente non tempestivo e letargico non fa che aumentare le nostre preoccupazioni riguardo l'impianto di Montale che presto passerà dall'incenerimento dei rifiuti di 3 Comuni a quello di ben 73 Comuni.


Segue il comunicato stampa congiunto del 17 ottobre:


Apprendiamo solo dalla stampa della "visita" della commissione regionale all'inceneritore di Montale alla presenza di tutte le istituzioni.

Ancora un'occasione persa dalle amministrazioni. Tutti erano stati invitati eccetto i Comitati.
Non era il caso di far ispezionare anche a noi l'inceneritore? Forse era troppo "rischioso"....visto i tecnici qualificati di cui i comitati possono disporre? Inoltre ci domandiamo a quanto è stato riprogrammato il campionamento dell'Arpat previsto il 7 Ottobre e non effettuato a causa dello spegnimento dell'inceneritore, con perfetto tempismo (aggiungiamo noi), proprio subito prima del controllo?

E' opportuno rammentare che questi controlli erano stati previsti come obbligatori per permettere la riaccensione dell'impianto, dopo i ripetuti sforamenti per la diossina dello scorso anno.

Ancora una volta vengono messi in evidenza i sistemi di sicurezza che hanno funzionato, evitando così il "disastro". Se ciò è vero, allora cosa abbiamo respirato per oltre 30 anni, quando nessun controllo era presente?

Perché non si sono ancora resi pubblici i risultati delle analisi fatte, 8 mesi fa, sugli alimenti?

Ciò conferma tutta la nostra preoccupazione sullo stato del territorio in cui viviamo e ribadiamo con forza che è necessario immediatamente un' analisi approfondita sullo stato di salute della popolazione, tramite analisi puntuali delle sostanze tossiche presenti nell'organisimo, prima di procedere all'ampliamento e magnificare i nuovi sistemi di sicurezza dei quali poco o niente ci è dato sapere!!!


Comitato Contro l'inceneritore di Montale
Coordinamento dei comitati della Piana FI-PO-PT
Forum Ambientalista
Comitato Ambientale Montemurlo
Cittadini Uniti Montemurlesi
Amici di Beppe Grillo Pistoia