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lunedì 28 luglio 2008

il ruolo dell'Italia

Quale posizione occupa l'Italia al cospetto delle grandi d'europa? Di sicuro, non si trova nel novero delle avanguardie per una serie di antichi preconcetti e noie istituzionali che sono dure a morire.

Eppure negli ultimi tempi nel nostro paese (diciamo, da dopo le elezioni) ho notato che si stanno estremizzando due punti di vista che vengono portati avanti da istituzioni, politici, media e quant'altro: o tutto va bene (ma bene bene) o tutto va male (ma male male).

Dall'emergenza rifiuti al problema dei clandestini, dalla sicurezza sul lavoro alla questione del pluralismo. L'Italia è da sempre anomalia genetica nello scacchiere delle potenze mondiali: occupa una posizione che nessun'altra nazione potrebbe mai occupare coi problemi interni che si ritrova.

Ciò cosa vuol dire? Che il paese è forte, fortissimo. Potenzialmente uno dei primi 3 al mondo ma che possiede nel proprio dna il seme dello svicolo, della furbata, del 'faccio meglio se faccio veloce'. Le questioni di questi periodi si sono riflesse sulla popolazione e sulle sue convinzioni. E nel frattempo l'Europa ci guarda. Prendiamo come esempio la questione delle intercettazioni telefoniche: il governo Berlusconi le vuole abolire tranne che per i reati di mafia (quindi anche camorra e 'ndrangheta) e terrorismo, con sanzioni altissime (fino a 5 anni di carcere) per chi violerà questa legge e per chi diffonderà a mezzo stampa i contenuti delle conversazioni.

Cioè, in parole povere, invece di mettere in galera che sta fregando il cittadino alle spalle, vanno quelli che li stanno controllando, per il rispetto della privacy dei grandi imprenditori e banchieri che così potranno continuare amabilmente la loro finanza creativa (sempre a spese dei cittadini).
E qui arrivano i cultuori del tutto va bene: quelli che applaudono a scena aperta, che si alzano sulle sedie al grido di 'esageriamo insieme!', quelli che appoggiano a spron battuto le scelte del governo (tra i diversi tg e organi di stampa).

Si ingrandiscono i lati positivi, sminuzzando e quindi, facendo scomparire, quelli negativi. Ma non è l'unico campo. Prendete il problema dei clandestini: sono sporchi, sudici, fanno del male, rubano i bambini, stuprano, vivono in baracche sotto i ponti. Ed adesso, uccidono pure. E lo Stato s'indegna. Da quando mi sono rotto il crociato anteriore e menisco del ginocchio non mi perdo una puntata di 'Secondo Voi' un programma di sondaggi che dura 10 minuti, prima di Studio Aperto, condotto dal sondaggista Paolo del Debbio (del Dubbio, come lo chiamo io) e mi rendo conto di quanta ipocrisia esista all'interno del mondo dei media e di come si impegnino a dimostrare che l'Italia non è un paese razzista, che se i bambini si drogano è colpa delle scuole, e che gli immigrati andrebbero rispediti tutti a casa.

All'improvviso pare che il crimine in Italia sia fatto e gestito solo da non-italiani. Badate bene, spesso è vero ed il carcere delle Dogaia a Prato è per il 77% composto da stranieri ma parecchi hanno la memoria corta.Vorrei solo far notare alcune cose sulla situazione di questo paese. Omicidio di Novi Ligure: madre e figlio vengono massacrati a colpi di coltello da Erika e Omar. Nella prima settimana d'indagini si parla solo di un marocchino che era stato visto girovagare nei pressi dell'abitazione. Subito scompiglio ed indignazione per questi 'negri, che inzozzano tutto e che rendono tutto insicuro', poi si scopre Erika ed il fidanzatino. Tutti zitti e con la coda tra le gambe rientrano in un silenzio imbarazzatissimo (c'è un bellissimo documentario su questo tema di Marco Paolini, credo. Correggetemi se sbaglio).

Altro fatto di cronaca. Garlasco: Omicidio di Chiara Poggi. Ancora non c'è verità giudiziaria sul caso ma all'inizio le indagini partono subito verso la pista straniera. Ed i media ci si tuffano a pesce. Successe così anche per Cogne e per Erba (Azouz fu condannato dall'opinione pubblica solo per il suo sguardo ed il suo passato). Succederà altre migliaia di volte.Siamo il paese dei sondaggi: strumenti aleatori che non rappresentano mai (sottolineo, mai) il vero pensiero della gente. Perchè è chiaro che se intervisti la gente per strada a freddo non può rispondere in maniera precisa e coerente col proprio pensiero.

Poi conta la domanda dell'intervistatore: 'Buongiorno. Lei cosa pensa di questa nuova ondata di sbrachi di clandestini sulle nostre coste che entrano in Italia e minacciano la nostra quotidiana sicurezza?'. Secondo voi quanto tempo passerà prima che qualcuno risponda 'Cannonate in pieno adriatico e marina armata nel canale si Sicilia''. Ed è inutile che i politici si presentino in tv a sbandierare questo o quel risultato sondaggistico, al grido di “siamo in vantaggio”, “la maggioranza degli italiani è con noi” e csoì via. I sondaggi sono confezionati ad arte dalle case demoscopiche a seconda da chi glieli commissiona ed hanno però il potere di influenzare la gente in maniera determinante. Perciò, lo ripeto: i sondaggi sono strumenti di propaganda.

Ed ora arriva il decreto Alfano con l’immunità per le quattro più alte cariche dello stato (tra le altre cose: le altre tre cariche in questione manco lo avevano chiesto quel decreto anche se una di queste sarebbe la mente ideatrice del tutto, ovvero, Schifani). I detrattori della contestazione fanno notare che in tutti i paesi europei (o almeno nella maggior parte) esiste l’immunità parlamentare tutelata dalla Costituzione. Anche da noi, se si osserva la Carta Costituzionale, si nota che è prevista l’immunità per i nostri parlamentari (art. 68) ma i padri costituenti lo avevano formulato per uno scopo ben preciso: proteggere i componenti dell’opposizione nei casi di scioperi, agitazioni sociali, blocchi dei treni ecc….

Di sicuro non per difenderli dai processi. Non era raro potesse scappare un gesto o una parola di troppo e così, memori dei trascorsi del fascismo e della sua magistratura, si volle tutelare il parlamentare istituendo l’autorizzazione a procedere. Normalmente il parlamento non si opponeva alle indagini della magistratura e solo di fronte ad una comprovata persecuzione politica poteva dire di no. Il problema è che con gli anni (e con l’avvento di Tangentopoli) l’autorizzazione a procedere fu usata come un’ancora di salvataggio per togliere dagli impicci i politici in odore di reato. Si era ribaltata completamente l’idea costituente. Era diventata un’immunità automatica. Fu abolita nel 1993.

Tornando agli altri paesi europei ci sono i casi di Francia e Spagna. Dal 95 in Francia non c’è l’autorizzazione a procedere ed il parlamentare è un cittadino come un altro. Solo che non si può essere parlamentare o ministro al tempo stesso: si deve scegliere. Anche il primo ministro non è immune. Un parlamentare per arrestarlo ci vuole il consenso del parlamento, per un ministro questa cosa non vale, perciò, è addirittura meno tutelato.

In Spagna non esiste alcuna immunità: la magistratura chiede il permesso al parlamento per indagare su un suo membro e in 30 anni di vita democratica spagnola non c’è mai stato un “no” come risposta. Se commettono un reato e ricoprono una carica ne devono rispondere subito.

Citiamo altri esempi? Gran Bretagna: parlamentari e ministri trattati come tutti i cittadini, solo la Regina è immune. Portogallo: parlamentare sempre processabile per i suoi atti per reati che superano i 3 anni di pena, altrimenti, si chiede l’autorizzazione al parlamento che non la nega mai. Germania: nessuna protezione per premier e ministri ed inoltre qui c’è una variante interessantissima. Prima dell’inizio di ogni legislatura il parlamento autorizza preventivamente ogni indagine eventuale della magistratura. Cioè, vi rendete conto? Prima di entrare nei parlamenti dei Lander o nel parlamento Federale, gli eletti sanno già che se sgarrano verranno perseguiti a norma di legge. Non è fantastico? A me sembra meraviglioso. Il problema è che se qualcuno provasse a proporlo in Italia scatterebbero subito le proteste coi vari teoremi, toghe rosse, magistrati politicizzati e così via.

Come per il caso Mills. Voglio far presente a tutti che non è vero che un giorno i magistrati si sono svegliati e hanno deciso di rendere la vita impossibile a Berlusconi, così, per puro sfizio. Tutto è partito dal commercialista dell’avvocato Mills, quindi, dipendente dallo stesso avvocato, che ha denunciato lo stesso quando gli ha rivelato che si era trovato 600 mila euro nel proprio conto corrente dati da Berlusconi. Il commercialista non ha fatto una piega: lo ha denunciato per corruzione e trasmesso gli atti alla magistratura italiana. Ma col lodo Alfano il processo non si concluderà. Gran bella storia vero?

Vorrei concludere chiedendo scusa per la lunghezza del post ma ne avevo bisogno. Troppo sangue amaro nelle vene.


Alberto Niccolai