Un pomeriggio all’insegna dell’ambiente e della corretta informazione su un tema delicato e di strettissima attualità. Il Comitato Ambientale di Montemurlo, con la nostra collaborazione, ha organizzato nella giornata di sabato 4 ottobre una postazione informativa in piazza Amendola ad Oste rimanendo a disposizione fino alla serata per eventuali domande e chiarimenti sulla protesta e sull’iniziativa in questione.
Lo slogan della giornata è eloquente e chiaro: “Uniti per l’Ambiente”, un altro capitolo nella battaglia di un gruppo di attivi cittadini coscienziosi innamorati della propria città e che non vogliono essere più solo spettatori di alcune decisioni prese dalle varie amministrazioni che andranno a danneggiare il patrimonio ambientale e, cosa ugualmente importante, la salute e le tasche della popolazione.
Il nostro interesse si è concentrato nel dimostrare con tanto di cartelloni e materiale informativo vario che le attuali politiche ambientali del comune di Montemurlo in relazione ai vari problemi del territorio non porteranno benefici agli abitanti né li metteranno in una condizione migliore dal punto di vista sia economico che di salute.
A partire dal rapporto tra amministrazione cittadina e ASM nella gestione del ciclo dei rifiuti: ogni anno il comune paga 4,5 milioni di euro circa ad ASM per la gestione della spazzatura ed arriva a raggiungere picchi di raccolta differenziata che non superano il 40%. La gente deve sapere che le alternative esistono: con un investimento complessivo di 5 milioni di euro nella provincia di Treviso (c.r. Vedelago) è stata creata un’azienda (ovvero acquistati impianti, macchinari, terreni, personale, ecc.) che ricicla fino al 95% dei rifiuti con un impatto ambientale nullo e che serve tutta la provincia (circa 850.000) persone. Un notevole risparmio economico che trasporato nella nostra realtà porterebbe innumerevoli benefici. Ma i nostri amministratori sono ciechi da questo punto di vista.
La risposta dei cittadini è stata ottima e abbiamo notato come diverse persone non siano a conoscenza di questi fatti. E’ giusto dunque offrire anche una corretta informazione anche per sviluppare una reale capacità critica delle persone.
Per chi non lo sapesse l'inceneritore di Montale nella giornata di sabato 4 ottobre è stato nuovamente chiuso per il rischio di emissione di diossina fuori dalla norma. E' stata registrata un'anomalia nel sistema di controllo sulla portata dei carboni attivi, i materiali che servono per la riduzione dell'emissioni di diossine.
Lo slogan della giornata è eloquente e chiaro: “Uniti per l’Ambiente”, un altro capitolo nella battaglia di un gruppo di attivi cittadini coscienziosi innamorati della propria città e che non vogliono essere più solo spettatori di alcune decisioni prese dalle varie amministrazioni che andranno a danneggiare il patrimonio ambientale e, cosa ugualmente importante, la salute e le tasche della popolazione.
Il nostro interesse si è concentrato nel dimostrare con tanto di cartelloni e materiale informativo vario che le attuali politiche ambientali del comune di Montemurlo in relazione ai vari problemi del territorio non porteranno benefici agli abitanti né li metteranno in una condizione migliore dal punto di vista sia economico che di salute.
A partire dal rapporto tra amministrazione cittadina e ASM nella gestione del ciclo dei rifiuti: ogni anno il comune paga 4,5 milioni di euro circa ad ASM per la gestione della spazzatura ed arriva a raggiungere picchi di raccolta differenziata che non superano il 40%. La gente deve sapere che le alternative esistono: con un investimento complessivo di 5 milioni di euro nella provincia di Treviso (c.r. Vedelago) è stata creata un’azienda (ovvero acquistati impianti, macchinari, terreni, personale, ecc.) che ricicla fino al 95% dei rifiuti con un impatto ambientale nullo e che serve tutta la provincia (circa 850.000) persone. Un notevole risparmio economico che trasporato nella nostra realtà porterebbe innumerevoli benefici. Ma i nostri amministratori sono ciechi da questo punto di vista.
La risposta dei cittadini è stata ottima e abbiamo notato come diverse persone non siano a conoscenza di questi fatti. E’ giusto dunque offrire anche una corretta informazione anche per sviluppare una reale capacità critica delle persone.
Per chi non lo sapesse l'inceneritore di Montale nella giornata di sabato 4 ottobre è stato nuovamente chiuso per il rischio di emissione di diossina fuori dalla norma. E' stata registrata un'anomalia nel sistema di controllo sulla portata dei carboni attivi, i materiali che servono per la riduzione dell'emissioni di diossine.
Alberto Niccolai