Felice anno nuovo e tanta salute per tutti!

mercoledì 5 novembre 2008

Change we need. Yes, we can!

Sono elezioni che rimarranno scolpite nelle pietre miliari della storia. Per la prima volta un afroamericano è alla Casa Bianca come presidente degli Stati Uniti, se fin'adesso l'abbiamo potuto vedere solamente nella finzione cinematografica, da stanotte è realtà. Sono cadute le barriere razziali, gli elettori americani hanno accolto a braccia aperte la possibilità di cambiamento.

Barack Hussein Obama II, è nato ad Honolulu nel 1961, il padre keniota e la madre del Kansas. Se non incarna lo spirito del cambiamente quest'uomo, non lo può incarnare veramente nessuno. Già dal suo nome: Barack di origini arabe che significa benedetto; Hussein, non ricorda forse il nemico numero uno dei Bush? Un certo Saddam Hussein; Obama è molto simile ad Osama. Se gli elettori americani hanno sentito il dovere di superare certe iniezie, e sappiamo tutti quanto possano esser puritani e bigotti quando vogliono, non può che essere una significativa svolta.

Se gli Stati Uniti da ieri hanno un presidente afroamericano di 47 anni, noi ci ritroviamo in poltrona sempre i soliti dinosauri in politica da una vita. L'immarcescibile Giulio Andreotti (89 anni) è stato un padre della nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ben 83 anni, il premier Silvio Berlusconi, nonostante grazie ai vari lifting non li dimostri, ha 72 anni, il capo ombra Walter Veltroni durante il suo primo mandato da sindaco di Roma affermò che finita la sua esperienza di primo cittadino si sarebbe ritirato dalla scena pubblica perché "non solo di politica si vive". Ed ecco che qualche giorno fa è risbucato il maestro venerabile della loggia massonica segreta P2 Licio Gelli.

Il massimo del cambiamento che abbiamo potuto vedere in Italia è stata Cicciolina col suo partito dell'amore, condannati belli tranquilli e soavi in parlamento, bancarottieri fraudolenti agli arresti domiciliari in ville con parchi di caccia, ex soubrette come ministro, tagli che vogliono esser fatti passare come riforme.

Il cambiamento se lo vogliamo deve necessariamente partire dal basso, i cittadini si devono arricciar le maniche ed organizzare, se aspettiamo con le chiappe sul divano non abbiamo il diritto di lamentarci. Ci sono tante idee innovative che gli attuali politici non hanno il coraggio di attuare, o che più semplicemente non hanno la benché minima cognizione di quali possano essere. Sta solo a noi metterle in atto. Abbiamo bisogno di cambiamento! Sì, noi possiamo.


Enrico Mungai